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PARTICELLE MAGNETICHE

METODI DI PROVA

Il metodo di esame magnetoscopico si basa sul fatto che, magnetizzando con idonea tecnica il particolare in esame, si ha in corrispondenza di eventuali discontinuità, una fuoriuscita di flusso magnetico (flusso disperso) di intensità sufficiente per produrre, mediante idoneo rivelatore, l’indicazione della discontinuità stessa sotto forma di una traccia chiaramente visibile ad occhio nudo. La rivelazione avviene per mezzo di particelle magnetiche che si concentrano e si dispongono sull’orifizio della discontinuità producendo la relativa indicazione.

Le particelle sono in genere costituite da magnetite (Fe3O4) con varia granulometria e forma; esse vengono applicate sulla superficie del pezzo a secco, cioè con apposito spruzzatore a getto d’aria, oppure ad umido, nel qual caso esse sono disperse in un veicolo liquido (acqua con sali antiruggine, cherosene...).

Il metodo è indicato per la ricerca di difetti superficiali e subsuperficiali anche se di profondità moderata.